12.11.2007 Ci Risiamo...

Rieccoci qui a distanza di 9 mesi a commentare e commemorare la scomparsa di quello che prima di tutto era un' uomo. Tutti noi sappiamo cosa è successo in quella maledetta area di servizio in provincia di Arezzo, ma molti sembra fanno finta di non sapere. Vengo subito al nocciolo della questione.

Ore 12.30 di domenica 11 novembre, torno a casa e mi suocero manco salutandomi mi dice "Fermano di nuovo il campionato". Stupefatto dalla frase chiedo cosa fosse successo, e scopro che un tifoso laziale, al quale in seguito verrà dato il nome di Gabriele Sandri, è stato ucciso con un colpo di pistola in un area di servizio dopo alcuni scontri con tifosi juventini. Quando ancora l' identità della vittima non è nota, le fonti giornalistiche nazionali diffondono "l' identikit" del morto. E' un ultras laziale, con precedenti legati al tifo violento....si dirà per alcuni minuti, quando poi si scopre la reale vita che Gabriele svolgeva, nessuno che si preoccupa di rettificare quanto detto in precedenza....Noto negli ambienti romani in quanto commerciante e dj di un noto locale della capitale, non si riesce stavolta a trasformare in "mostro" Gabriele, in quanto sono troppe le testimonianze sul carattere del povero ragazzo... Subito si apprende che il colpo di pistola, è partito dall' arma d' ordinanza di un agente della Polstrada intervenuto per sedare una rissa tra tifosi laziali e juventini; sembra lampante che il calcio, come fatto per la morte dell' ispettore Raciti, si debba nuovamente fermare questa volta, ma strane voci filtrano dalle stanze dei bottoni del calcio italiano. Più tardi arriva la decisione attesa, tutte le partite tranne Inter Lazio verranno regolarmente svolte anche se col fischio d' inizio ritardato di dieci minuti......

VERGOGNA

E' la sola parola che mi viene in mente per commentare quanto la Lega di concerto con la FIGC e il governo italiano hanno deciso in merito a questa giornata. Questa giornata, come successo lo scorso anno per i tragici fatti di Catania, andava fermata! Non accampino scuse i vertici, quali la difficoltà di annullare gli incontri perchè troppo vicini all' orario di inizio delle gare. "Ci sono problemi legati al deflusso delle tifoserie" dichiarano i "grandi" del calcio e delle istituzioni....ma come non sono i problemi che domenicalmente affrontate in maniera impeccabile ed esemplare? Lo schiaffo più grande di questa giornata è proprio questo, la disparità nelle decisione per questo funesto evento e quello precedente. Le curve lo sanno e mentre a Bergamo lo si esprime in maniera forte, costringendo il direttore di gara e i responsabili della sicurezza a fermare la gara, in altre realtà quali quella di Parma si confeziona uno striscione in fretta e furia ed esposto in curva, mentre gli juventini restano fuori dall' impianto crociato. In altre realtà si presenzia allo stadio regolarmente, chi più chi meno fa tifo e i cori contro le forze dell' ordine si sprecano in tutti gli stadi.

VERGOGNA

Da frequentatore  dei gradoni popolari degli stadi, mi sento di esprimere il pieno dissenso verso il comportamento della maggioranza delle curve italiane. A questo becero spettacolo dato in pasto all' opinione pubblica, in modo da distrarla dalla ricerca della verità. NON BISOGNAVA ESSERCI. Dovevamo lasciare gli stadi e i settori vuoti! Di questo calcio non ce ne frega un cazzo! La vita di un uomo è troppo più importante di una misera partita....Facciamo solo il gioco di chi guida i fili di questo terribile burattino! Se i vertici, il governo, i giocatori sorridenti nei tunnel prima dell' ingresso in campo, i semplici fruitori di questo schifo di spettacolo, non l' hanno capito, mi aspettavo che i gruppi ultras italiani e chi li guida in quanto entità pensante avesse preso la decisione quanto meno più eclatante. Lasciare vuoti i nostri gradoni, avrebbe fatto capire all' opinione pubblica e giornalisti vari che gli Ultras non sono solo beceri animali pronti ad azzuffarsi tra di loro e con le forze di polizia, ma dei pensatori ed in quanto tali capaci di prendere delle prese di posizione, davanti ad eventi drammatici come questo.

VERGOGNA

E' quella che dovrebbero provare la maggioranza degli uomini politici, giornalisti e protagonisti del mondo del calcio, che ancora una volta hanno perso l' occasione di dimostrare che un cervello è fatto per essere usato. E' incredibile, quante dichiarazioni stucchevoli e grottesche si sono sprecate ieri, nel corso della giornata. Da "Questa morte non c' entra col calcio" passando da "Basta! Non chiamiamoli più tifosi" fino a "Bisogna vietare le trasferte". Manco si fosse trattato di un morto a seguito di scontri e per mano di tifosi, la frittata è stata rigirata in modo da far passare in secondo piano la vera tragedia della giornata. I fatti di Bergamo e di Roma sono stati sbattuti in prima pagina, ed anche se certamente deprecabili, sono stati messi alla pari della morte del povero Gabriele, che lo ricordo a bordo dell' auto su cui viaggiava e sul sedile posteriore, è stato colpito a morte dalla pallottola sparata da un tutore dell' ordine. Per tutto il pomeriggio non si è fatto altro che commentare la giornata sportiva e i fatti di Bergamo dove la tifoseria orobica, con la forza ha costretto la gara alla sospensione. Tutti pronti a condannare gli ultras nerazzurri, tutti a condannare i cori che negli stadi italiani  si levavano nei confronti delle forze dell' ordine, nessuno però si fermava a pensare sul perchè questa giornata non fosse stata fermata, nessuno a cercare di capire il perchè del comportamento delle curve italiane. Troppo scomodo farlo vero? Peccato che l' etica giornalistica imponga che lo stesso dopo aver raccolto le informazioni, dia una sua versione dei fatti in base a considerazioni e riflessioni personali. Questa è la vera etica giornalistica. Non bisogna fornire e notizie distorte e strumentalizzate solo perchè come nel caso del tragico G8 di Genova , furono le istituzioni a sbagliare ed anche in quel caso fu una vita umana a pagare anche se in situazioni profondamente diverse. Una parola delle migliaia inutile proferite da vari personaggi, però mi rimasta in mente.

SUPERFICIALITA'

Il sig. Collovati, noto commentatore sportivo nonchè ex calciatore, ha definito in modo tale il comportamento del poliziotto. Il sig. Collovati forse non sa che da anni il problema della sicurezza negli stadi italiani, viene affrontato appunto in maniera superficiale. Decreti di emergenza, uno dopo l' altro non hanno fatto altro che creare tensioni sempre più pesanti negli impianti di gioco italiani, premendo sempre sugli stessi tasti. Pene più severe, stadi trasformati in autentici bunker, soprusi più o meno velati fino ad arrivare alle recenti norme che hanno di fatto privato di libertà di parola tutti i frequentatori delle curve. Quanti striscioni sarebbero apparsi ieri, cara Min. Melandri? Quanti di questi avrebbero messo la pulce nell' orecchio ai semplici cittadini presenti negli stadi? E' proprio questo che avete voluto, mettere a tacere le verità scomode, quelle che davvero fanno vacillare i governi di qualunque nazione. Ma si sa, la trasparenza non è una peculiarità del popolo italiano.  Quello che volete è che nessuno possa essere in grado di muovervi una qualsiasi accusa. Andate allo stadio e state zitti, un pò come se di fronte aveste una popolazione di decelebrati ( e sicuramente lo siamo...) che sorride con sguardo assente di fronte al giochino preferito.

DOMENICA

Come detto si è parlato del divieto alle trasferte; provvedimento assurdo, a fronte dell' episodio accaduto in terra toscana. E' solo un pretesto! Lo scopo del governo era ed è proprio quello di impedire ai gruppi di seguire la propria squadra in trasferta; Tutti davanti al dio televisore, a seguire come dei celebrolesi le gesta dei moderni eroi...Tenetevi questo calcio allora, tenetevi la vostra domenica, non è certo la mia.....a me questa domenica fa Skyfo.

 

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Ultimo aggiornamento: 23-11-08