
Dopo gli incresciosi fatti di Catania, che hanno decretato un ulteriore accanimento repressivo e mediatico ai danni del movimento ultras, da più parti e da più prospettive, si è deciso di iniziare a intavolare una sorta di confronto-dibattito fra le diverse tifoserie, diverse sia per colori sociali che per visioni politiche, distanti o addirittura opposte.
Il decreto legge che lo Stato impugna contro gli ultras è cruento e paradossale. Gli imputati siamo noi ultrà, da Nord a Sud, dalle categorie dilettantistiche alla massima serie, colpevoli di credere in un ideale che vuol dire aggregazione e socialità. Troppo facilmente e senza cognizione delle cose veniamo incolpati di essere peggio dei criminali, siamo considerati gentaglia senza scrupoli; subiamo quotidianamente una propaganda distruttiva e dannosa che offusca tutto ciò che di propositivo abbiamo fatto dagli anni settanta fino a oggi. Esiste un futuro?
Pur ammettendo che la violenza ha fatto parte e farà parte del mondo ultrà, siamo coscienti e consapevoli che essere ultras è molto altro. Ancora una volta ci riteniamo parte del problema senza avere l'ipocrisia di proporre una soluzione assoluta. Semplificare il discorso a una pura espressione di violenza gratuita è troppo meschino e facile. Il movimento ultras è la forma di aggregazione giovanile più numerosa e visibile, non solo in Italia, ma anche in tutta Europa, è un sentimento di appartenenza forte e vero, oltre gli interessi delle pay tv e il business delle società calcistiche.
Il 24 febbraio può rappresentare un giorno di svolta. Quel giorno abbiamo deciso di incontrarci per aprire un libero dibattito sulle conseguenze dei fatti di Catania e per porre un rimedio alla dirompente criminalizzazione del fenomeno ultras. Una criminalizzazione studiata a pennello per cancellare totalmente tutte quelle manifestazioni di creatività che partono dalle nostre curve. L'invito è partito dagli ultrà Cosenza (trasversalmente curva nord e tutti i gruppi della curva sud) già promotori nel lontano 1985 di un raduno simile a questo, e ha raggiunto le tifoserie del girone "I" del campionato di Serie D.
Fino a qualche tempo fa sarebbe stato impensabile immaginare gruppi ultras rivali discutere rispettosamente e pacatamente nella stessa sala, senza forze dell'ordine pronte a impugnare tempestivamente il manganello, senza lacrimogeni ad altezza d'uomo, e soprattutto senza lame o razzi, senza bastoni o bombe carta. La maturità ci ha fatto guardare in faccia l'uno con l'altroŠ
La salvaguardia del movimento ultras è andata oltre inutili e controproducenti divisioni.
Gruppi di ultrà provenienti da Angri, Castrovillari, Cosenza, Giarre, Licata, Paola, Paternò, Rossano, Sapri e Siracusa, oltre le rivalità e le chiusure mentali, per il bene supremo della sottocultura ultras, si sono ritrovati uniti nel rivendicare l'appartenenza a uno stile di vita, a un ideale che va difeso con intelligenza. Il fatto è che non bisogna cadere nelle trappole programmate per l'annientamento degli ultrà. Continuare una cieca ed affannosa guerra sarebbe solo autodistruzione allo stato puro.
Siamo arrivati a stilare una sorta di "tregua", una pausa di riflessione per ritrovare i valori genuini dell'essere ultras messi a dura prova da una dirompente commercializzazione del calcio, ma soprattutto da una pericolosa repressione dello Stato che vede all'interno delle curve i nemici da combattere con decisione e fermezza. Grazie alla competenza di un avvocato che ha esposto i punti salienti del decreto anti-violenza negli stadi, abbiamo facilmente intuito di avere a che fare con norme che ledono senza mezzi termini le libertà fondamentali di una persona.
Sottolineiamo che l'incontro non è affatto stato un grande gemellaggio e l'obiettivo non era e non è assolutamente questo. Ogni gruppo manterrà intatta la propria identità. Resteranno rivalità e sfottò, conseguenze motivate di visioni diverse di vivere la curva e di campanilismi incancellabili.
Abbiamo solo cercato di capire dove si può arrivare continuando a fare il gioco di chi ci vuole morti. E' stato solo un inizio visto che il nostro obiettivo primario è quello di allargare il dibattito a tutti gli altri gruppi d'Italia, partecipando attivamente a tutte quelle iniziative, senza interessi o strumentalizzazioni, volte a difendere la nostra grande passione. Per questo invitiamo tutte le realtà ultrà alla creazione di una rete trasversale, anche e non solo telematica, di confronto e discussione.
Fra le proposte più gettonate durante il dibattito spicca quella della creazione di un pool di avvocati provenienti da varie città, una sorta di staff legale e trasversale con un vero e proprio archivio sui procedimenti penali ai danni degli ultrà. A Cosenza ci sono già alcuni avvocati disponibili concretamente e fattivamente al progetto. A loro andranno aggiunti tutti quei difensori provenienti dalle altre città in modo da allargare le esperienze e creare uno scudo legale protettivo contro gli abusi che dovremo subire da oggi in avanti, più di ieri, negli stadi di calcio.
Durante la discussione è emersa la volontà di seguire ovunque e comunque la propria squadra, anche in caso di partita a porte chiuse. Ogni tifoseria, del resto, si è presa la responsabilità di assicurare un reciproco rispetto anche nei casi in cui i tifosi ospiti stazioneranno all'esterno dello stadio evitando quindi azioni di disturbo e cercando di limitare al massimo le scorrettezze di cani sciolti o nuove leve.
Unanime la conclusione che il primo passo da fare per la riuscita del progetto è quello di educare le proprie curve e le nuove generazioni al rispetto ultras, che non vuol dire in ogni caso amicizia o gemellaggio. Un vero ultras sa rispettare senza troppe moine.
Per iniziare a dare un segnale forte ma soprattutto visibile della nostra presa di coscienza, tutti i gruppi presenti alla riunione, abbiamo deciso di esporre nei nostri settori, insieme ai drappi d'appartenenza, uno striscione eloquente e significativo: «Uniti per un ideale: l'ultras non è un criminale!»
Ultras Cosenza (Curva Sud e Curva Nord)
Movimento Ultras Angrese
Ultras Castrovillari
Ultras Giarre
Ultras Licata
Ultras Paolana
Ultras Paternò
Ultras Rossanese
Ultras Sapri
Ultras Siracusa
Ultras Ragusa
Ultimo aggiornamento: 23-11-08